Come Personal Event guarda all’intelligenza artificiale: con entusiasmo, ma senza fretta.
C’è una domanda che, nel 2026, chiunque lavori nelle agenzie di organizzazione eventi si è sentito fare almeno una volta: “Ma voi usate l’intelligenza artificiale?“.
La risposta onesta, la nostra, è: ci stiamo lavorando. Con grande interesse, ma anche con la prudenza di chi sa che nel nostro mestiere ogni dettaglio conta, e un passaggio sbagliato può trasformarsi in un problema molto concreto.
Qui in Personal Event, il rapporto con l’AI è fatto di curiosità genuina e consapevolezza dei limiti. Non per scetticismo, ma per rispetto verso il nostro lavoro e, soprattutto, verso le persone che ce lo affidano.
Un mestiere ancora profondamente umano
Organizzare eventi, coordinare viaggi incentive, gestire convention… sono attività che richiedono empatia, sensibilità, capacità di problem-solving in tempo reale.
Soprattutto nella prima fase di progettazione di un evento, è ancora importante ascoltare e chiacchierare con il nostro cliente, perché a volte la destinazione giusta è in quello che ci racconta e nella luce che illumina i suoi occhi quando spiega lo scopo dell’evento.
Difficilmente, almeno oggi, un’intelligenza artificiale sarebbe in grado di avere queste intuizioni, di sostituire quella telefonata rassicurante a un cliente nervoso oppure la decisione istantanea di attivare il piano B quando il piano A salta all’ultimo minuto.
Detto questo, siamo profondamente interessati a capire come l’AI possa affiancarci nelle attività di segreteria: gestione delle prenotazioni, monitoraggio di arrivi e partenze, organizzazione dei flussi logistici, correzione e fine-tuning di piccoli errori di battitura (a chi non è mai capitato?).

Dati personali e privacy: con l’AI cosa si rischia?
C’è un altro aspetto che ci rende particolarmente prudenti: per la natura del nostro lavoro, ci troviamo ogni volta in possesso, anche se temporaneo, di dati personali sensibili dei nostri clienti. Nomi, documenti, itinerari, informazioni logistiche.
Conosciamo bene le regole del GDPR e delle altre normative in tema di privacy e tutela dei dati. E sappiamo che delle soluzioni AI offrono alcune garanzie sulla protezione dei dati, ma insufficienti. Prima di utilizzare l’AI in modo più massiccio, vogliamo attendere di avere questa certezza.
Agenti AI: il futuro possibile (ma non ancora presente) dell’organizzazione eventi
Stiamo seguendo con grande attenzione l’evoluzione degli agenti AI, perché crediamo che in futuro possano rappresentare un vero punto di svolta per il nostro settore. Ma c’è un “ma” importante: nel nostro lavoro, la precisione non è un optional.
Sbagliare un nome su un biglietto aereo, invertire un orario di arrivo, sono errori che possono innescare una catena di conseguenze che nessun algoritmo è ancora in grado di gestire autonomamente.
Per questo, restiamo molto interessati, ma finché non potremo contare su un controllo sicuro e completo di ogni azione delegata a un agente AI, preferiamo procedere con la massima cautela.

Due sguardi differenti, una visione simile
Se il nostro approccio è quello della cautela operativa, i nostri soci e colleghi di Propaganda3 vivono l’AI da una prospettiva diversa ma complementare.
Nella comunicazione e nella creatività, hanno trovato nell’intelligenza artificiale un alleato potente per le attività ripetitive e per l’espansione delle idee (umane), risparmiando un sacco di tempo su alcune lavorazioni, tempo che reinvestono in creatività pura.
Lo raccontano bene nell’articolo sul loro Propaganda MAG, che vi invitiamo a leggere per scoprire l’altro lato della medaglia.
Ne abbiamo chiacchierato anche faccia a faccia, in un video che potete trovare sui nostri canali social: una conversazione che mostra come due realtà con esigenze diverse possano condividere la stessa filosofia sull’innovazione.
Innovare sì, ma responsabilmente
Infine, un punto che ci sta particolarmente a cuore. Siamo consapevoli dell’impatto ambientale che un uso intensivo dell’AI può generare. È un tema che abbiamo approfondito sempre insieme a Propaganda nell’articolo “L’AI e ciò che non sappiamo sul suo impatto ambientale, etico e di privacy“: una lettura che consigliamo a chiunque voglia farsi un’idea completa della questione.
Come società benefit, sia Personal Event che Propaganda3 credono in un utilizzo dell’innovazione responsabile e consapevole. Per noi, questo significa usare l’AI dove ha senso, come ha senso, senza sprechi e senza scorciatoie. L’intelligenza artificiale è uno strumento straordinario, a patto di trattarlo con il rispetto che merita: verso l’ambiente e verso le persone.
Il pensiero che ci guida è semplice: non utilizziamo l’AI per smettere di lavorare, ma per migliorare il nostro lavoro. Avere l’AI è come avere un collega sempre disponibile, instancabile, che ci aiuta a gestire i task operativi per concentrarci su ciò che conta davvero: le relazioni, la cura dei dettagli, la capacità di trasformare un evento in un’esperienza indimenticabile.
Disclaimer: Questo articolo è stato scritto con il gentile supporto di Claude Opus 4.6 e uno stile di risposta personalizzato secondo il tone of voice del Personal e-Mag.

